Come sarà il 2014? Parla l’economista che prevedette la Crisi Economia

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Come sarà il 2014 dal punto di vista economico? Sarà realmente l’anno della ripresa come millantano i governi europei e, in Italia, il nostro premier Enrico Letta? O si tratta solo di una operazione mediatica, utile solo ad allontanare lo spettro dell’illegittimità politica? Domande a cui alcuni analisti cercano di rispondere. Tra questi spicca Nouriel Roubini, l’economista che nel 2007 prevedette la crisi economica e nel 2011 la crisi dei debiti sovrani. Previsioni, queste, che fecero scalpore anche perché pronunciate in un panorama che suggeriva – almeno stando alle parole dei suoi colleghi – interpretazioni del tutto diverse. Non a caso Roubini da allora viene soprannominato Mr. Doom (Il signor Destino).

Cosa pensa Nouriel Roubini del 2014 “economico”? Dal punto di vista globale, le sue previsioni sono abbastanza confortanti. Il “mondo” farà segnare un anno di crescita sufficientemente sostenuta, intorno al 2%. Crescita, questa, che ovviamente sarà trainata dai paesi emergenti e dai paesi Brics, che viaggeranno a una media del 5%. Russia, Cina, India etc, inoltre, miglioreranno le proprie performance sul fronte delle esportazioni, visto che i loro mercati di riferimento (quello occidentali) verseranno in una situazione migliore rispetto a quella del 2013 e del 2012. Tutto ciò mentre i mercati interni, alla luce di un aumento progressivo del tenore di vita medio, offriranno sbocchi alternativi di una certa importanza.

E l’Europa? Il Vecchio Continente, stando alle “profezie” di Roubini non se la passerà benissimo, ma nemmeno male come alcuni, oggi, si aspettano. La ripresa ci sarà, ma sarà lenta e non si tradurrà in un miglioramento dei parametri dell’economia reali, per i quali tutti i paesi europei dovranno aspettare il 2015. Questa opinione è confermata dai dati ufficiali, che prevedono, soprattutto per l’Italia, un 2014 in piena continuità con il 2013, e un 2015 durante il quale la disoccupazione e il debito caleranno.

Sicuramente, ha assicurato Roubini, l’euro non crollerà nel 2014 e nemmeno nel 2015. La presa sarà più o meno salda, sebbene si renderanno necessarie misure di politica monetaria espansiva. Sotto questo punto di vista, l’economista è stato chiaro: Mario Draghi deve seguire l’esempio della Fed. L’unica opportunità per la Bce è quella di organizzare un nuovo Ltro, sebbene servirà un vero e proprio programma di Quantitative Easing “all’americana”.

Possiamo credere a Roubini? La risposta è “”. E’ vero che prevedette la crisi economica e la crisi del debito prima di molti altri ma è anche vero che di recente ha sbagliato clamorosamente alcune previsioni. Solo tre mesi fa si dichiarava convinto di una imminente nuova bolla speculativa negli Stati Uniti, mentre durante l’estate 2012 prevedeva la fine dell’Eurozona nel giro di qualche mese.

L’auspicio di Roubini, quello sulle politiche monetarie espansive, a quanto pare è condiviso da molti esponenti governativi europei. Tra questi c’è Stefano Fassina, (dimissionario) viceministro dell’Economia, che dalle pagine del Messaggero ha di recente parlato di un “piano B per l’euro”. Un piano che, in estrema sintesi, dovrebbe ridursi alla richiesta in sede europea di politiche monetaria in grado di combattere la deflazione, e quindi espansive.

Quelle di Fassina sono parole inequivocabili: “Servono misure di sostegno alla domanda aggregata, consumi e investimenti. Per creare lavoro, bisogna sostenere la domanda. E qui, torniamo a Bruxelles. Dobbiamo preparare un Piano B da presentare in sede europea”.

Foto originale by Financial Times