Mediaset VS Vivendi: alla conquista della tv italiana

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Notte di tormento per la famiglia di Berlusconi nella villa di Arcore. Vivendi vuole arrivare a comprare Mediaset. Cosa succederà nelle prossime ore?

Quello che ne sta uscendo fuori da queste ore è che Vivendi vuole scalzare Berlusconi dal controllo di Mediaset con un’offerta ostile che appare un azzardo.

Dal nostro punto di vista fare la guerra in assemblea non è forse molto democratico, ma forse è proprio questo l’obiettivo della grande azienda legata a Vivendi?

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Mediaset VS Vivendi: cosa sta succedendo?

Oggi Mediaset, ha un valore complessivo di 2,1 miliardi di euro, e Vincent Bolloré ha lanciato il guanto per sfidare Fininvest. Il suo interesse è il controllo della società Mediaset  o essere comunque un alleato scomodo per la famiglia Berlusconi

Nulla di buono quindi. Si prospettano non solo giorni duri ma anche scenari difficili da interpretare.

Oggi, possiamo assicurare che la quota del 20% è passata in mano a Vivendi. Ma dal 20% in su non abbiamo nulla di certo e di scontato su chi e come potrebbe acquistarle.

Per la società francese, l’obbiettivo preannunciato è il quasi totale controllo della società, con una scalata senza precedenti alla conquista, tanto anche da arrivare a supporre di insidiare casa Fininvest.

Un’altra mossa a sorpresa dei francesi potrebbe essere quella di rimettere la famiglia Berlusconi a sedere intorno al tavolo di Premium, anche se questa mossa sarebbe poco diplomatica e corretta.

Vivendi afferma a chiare lettere che al momento la partecipazione in Mediaset potrebbe fermarsi tra il 10 e il 20% di quote, ma nulla è scontato, anzi…

Leggi anche: Mediaset: Vivendi punta a diventare il secondo azionista

Vivendi: possibili scenari futuri

Stando a quelli che sono i dati in nostro possesso, possiamo ipotizzare un’opa ostile che aiuterebbe Fininvest a tenere il controllo di Mediaset. Infatti, stando ai fatti, si può notare che  Fininvest ha il 38,2% e quindi può ancora acquistare azioni per raggiungere la soglia massima consentita del 40% senza incorrere negli obblighi di Opa.

Ma vi è di più. secondo quanto deliberato nello scorso Aprile dall’Assembra dei soci, si è autorizzato il consiglio di amministrazione ad acquistare entro i prossimi 18 mesi (da Aprile) negoziazioni inerenti a opzioni e derivati sul titolo Mediaset, fino ad un massimo del 10% del capitale. Purtroppo non è semplice come sembra.

L’operatività sui titoli propri è soggetta a una normativa molto ostile. Una normativa molto rigida che delinea i possibili passaggi.

Purtroppo per Fininvest non resterebbe che l’unica strada da perseguire, visto e considerato ce si tratterebbe pur sempre di una leva fondamentale al fine di congelare quel 10% del capitale, su titoli in cui viene annullato il diritto di voto.

In termini economici tutto questo costerebbe circa 400 milioni. In questo senso la maggioranza dei votanti, si collocherebbe al 45%. Quest’azione potrebbe essere una buona scians per Fininvest.

Ora a Fininvest non resterebbe che portare dalla sua parte alcuni dei grossi azionisti come Mackenzie e Fidelity i quali sommati, posseggono una percentuale pari al 17%.

Purtroppo i rapporti con gli investitori esteri non è dei migliori. Basta guardare alla delibera sul buy back, il quale avrebbe dovuto incassare la bocciatura del 12% degli azionisti presenti in assemblea, ed invece ha incassato il 38%. Anche questo è da mettere in conto.

Infatti, se si vuole eliminare Berlusconi dal controllo di Mediaset, l’unica strategia possibile è l’ostilità, ovvero un’offerta ostile anche se ci sembra un po azzardata. Non crediamo infatti che obbiettivo di Vivendi è quello di fare la guerra in assemblea a Fininvest al fine di eliminarli dal controllo di Medaiset completamente.

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