Politica Economica: il Movimento 5 Stelle è Comunista?

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Il Movimento Cinque Stelle ha fatto il botto, diventando, a sorpresa, il primo partito del paese. Toccherà anche ai cosiddetti grillini decidere le misure da adottare per portare il paese fuori dalla crisi. Ma quali sono le politiche economiche del partito di Grillo? Sono politiche liberiste – quindi di destra – keynesiane – e quindi di sinistra – o, come pensano i più idealisti, sono politiche del tutto nuove?

Grillo è accusato da sinistra di essere fascista, mentre è accusato da destra di essere comunista. Per saperne di più, è sufficiente leggere il programma del Movimento (che è comunque piccolo). Per saperne molto di più, è però necessario conoscere quello che il comico genovese ha ripetuto durante l’ormai leggendario Tsunami tour.

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In definitiva, è possibile assegnare al Movimento Cinque Stelle la categoria “rivoluzionario” almeno per quanto riguarda il fronte economico. La coloritura rivoluzionaria è solo vagamente sinistrorsa ma, a onor di cronaca, non è nemmeno vagamente conservatrice e reazionaria (non si parla di identità nazionale, la guerra viene ripudiata in toto). Il programma sa di nuovi orizzonti quando si parla di Green Economy che, nella prospettiva grillina, non convive con l’economia tradizionale ma la sostituisce al 100%. Nuovi orizzonti vengono disegnati quando si paventa un sistema di governance totalmente incentrato sulla rete: burocrazia snella e online, processi decisionali più democratici e gestiti dalla cittadinanza “extraparlamentare” sul web.

La coloritura rivoluzionaria sa anche di vecchio, ma non per forza di marcio. Il punto da sottolineare è l’affezione di Grillo verso la statalizzazione delle banche, ma in una prospettiva che è leggermente diversa. Statalizzare vuol dire rischiare di consegnare il tutto ai partiti. Solo che il Movimento prevede l’esclusione dei partiti e la partecipazione della cittadinanza fuori dal Parlamento alla più ampia gamma di situazioni possibile. Le banche saranno dirette da comitati di cittadini? Non è stato specificato. Certo, si tratta di un pensiero ambizioso, utopico e tanto altro ma… Il Movimento è il primo partito e dovrebbe bastare questo a fare il callo contro le sorprese.

Grillo paventa la stessa soluzione anche per le aziende. Le aziende devono essere guidate dai lavoratori. Ovviamente non si parla di proprietà (saremmo al troskismo altro che comunismo), ma semplicemente di potere decisionale. Una cosa fattibile, persino giusta, visto che un metodo simile è diffuso ormai in Germania.

La politica monetaria, infine, è pienamente in controtendenza con quella in voga nell’Occidente di oggi. Il Movimento esalta la sovranità monetaria. Dobbiamo stampare moneta, dobbiamo decidere noi degli interessi di riferimento. Come fare? C’è un ostacolo enorme di mezzo e si chiama euro. Da questo punto di vista, Grillo non ha risolto le contraddizioni, ma ha solo suggerito la necessità di fare un referendum sulla moneta unica.

Foto originale by antonella.beccaria

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